“Il passato è solo una storia che raccontiamo a noi stessi„
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Ogni vita prende forma grazie alle persone che ci passeggiano dentro.
Raccontare queste passeggiate a chi arriva dopo - a far due passi, a farne cento - è un compito difficile, affidato a una macchina complessa e incasinata: questa macchina si chiama memoria e racconta a noi stessi, prima che agli altri, le storie che crediamo di aver vissuto.
Ci conosciamo attraverso quello che siamo e quello che eravamo, ma spesso ciò che eravamo passa attraverso ciò che siamo: la memoria vede le cose di ieri con gli occhi di oggi e spesso è nemica di una storiografia oggettiva, di una realtà che esiste solo per le pagine di diario, e forse neanche per quelle.
Nessuno saprà tutto di me, nemmeno io stessa.
Ma si sa, è questa la magia: un segreto che prende forma davanti ai nostri occhi e ci sforziamo di non vedere.
Sì, il prezzo silenzioso che paghiamo per poterci sorprendere ancora è un backup alterato del nostro passato.
Alterato dal filtro di quel che crediamo di aver capito, di quel che crediamo ci sia successo, di quel che sappiamo di esserci raccontati.
Credo sia un bene: tutti hanno bisogno di nascondere qualcosa agli altri e, prima che a loro, a se stessi.