Deggiu:
"Allora, i biglietti li prendo per il 17 o per il 18?"Sara: "
Mah, che differenza può mai fare, prendili per il 17.."17.06.08 -
LOMBARDIA:
Persistenza di un'estesa copertura nuvolosa per tutta la giornata con sviluppo di precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale18.06.08 -
LOMBARDIA:
Bella giornata di sole su tutti i settori con rare nubi stratiformi E fu così che le nostre prodi eroine, nonostante la pioggia (e il fango e i veneti e il tipo alto due metri e dieci), riuscirono ad ascoltare i Radiohead in concerto a Milano.
Aprono i Blue Dreams: molto irlandeggianti e similsigurròs, propongono interessanti scelte strumentali; degna di nota la tastierista, che suona secondo il ben famoso metodo "
la Musa mi ispira" (tale ben famoso metodo prevede contorsioni varie sullo strumento, occhi all'indietro e, laddove possibile, qualcosa da infilare sulla testa).
E quando sul palco (dopo un'interminabile parentesi reggae) salgono Thom Yorke e compagnia bella, da lassù finalmente comprendono che è il momento di smetterla con l'acqua torrenziale.
15 Step, Bodysnatchers, All I Need, Lucky, Nude sino a Karma Police (che teneri!), Street Spirit, Idioteque e nel mezzo My Iron Lung, Everything In Its Right Place, Exit Music.
Un concerto da uao.
Viva Phil Selway e i suoi polsi paranormali. Viva Colin Greenwood e il suo basso deciso (seeeee, finalmente un volume decente!). Viva Ed O'Brien, che nonostante tutto sa essere moderatamente fico. Viva Jonny Greenwood che suona la chitarra e nel frattempo usa il manico per suonare il sintetizzatore (!). Viva Thom Yorke e la sua voce in grado di attraversare ogni dannata fibrocellula del corpo. Viva la magliettina verde, il gilet nero, le barre luminose, gli Psychopathic Romantics e i k-way.
Oh, yeah.
(e Giuliano dixit: "
Perchè a settembre non andate a vedere i Coldplay?")
(e comunque io una Black Star la volevo!)