venerdì 31 dicembre 2010

sabato 27 novembre 2010

LIVING IN LECCE

Viviamo in un incantesimo,
tra palazzi di tufo,
in una grande pianura.
Sulle rive del nulla
mostriamo le caverne di noi stessi
- qualche palmizio, un santo
lordo di sangue nei tramonti, un libro
lento, di pochi fatti che rileggiamo
più volte, nell'attesa che ci dia
tutte assieme la vita
le cose che crediamo di meritare.


Vittorio Bodini
"Foglie di tabacco"

venerdì 22 ottobre 2010

DO YOU REMEMBER?

quand'è che ho smesso di guardare il bicchiere mezzo pieno?
cioè, non che sia mai stata il ritratto della positività, ma almeno prima riuscivo a vedere i raggi di luce fra le nuvole

e usavo le lettere maiuscole!
e i punti e le virgole e i punti e virgola!!

forse è vero, forse l'automiglioramento è una cazzata.
ma poi, cioè, che vuol dire essere migliore? migliore rispetto a cosa?
probabilmente ero più trasparente quattro anni fa
e, nonostante tutto, ho nostalgia di questo.

sara, we miss you!

sabato 16 ottobre 2010

già, è semplice. è tanto semplice. è sempre semplice perché non siete alla ricerca di niente.
sono gli altri che cercano voi. siete la meta, siete l'obiettivo, siete il cazzo di desiderio di qualcuno.
così tutto è molto facile. diventa tutto molto facile.

tutti vogliono una bella scatola vuota da riempire con i rigurgiti di se stessi.
quello che nessuno vuole è una scatola pesante e difficile da trasportare e impossibile da aprire.

eppure per me è la leggerezza ad essere insostenibile.

sabato 8 maggio 2010

1.13

cazzo, ci ho messo un'estate a cancellare dalla testa domande tipo "quando fai la spesa cosa comperi?" "di che colore hai colorato i mobili?"
poi te ne esci dal nulla e mi chiedi di sentire il profumo delle tue lenzuola.

e mi pare ovvio.

venerdì 26 marzo 2010

PREOCCUPAZIONI

Come si fa a fidarsi di uno sconosciuto affidandogli un libro che ami tanto?

Oggi partecipavo a questa cosa e ho avuto delle difficoltà enormi.

Fondamentalmente avevo due preoccupazioni: 1.il libro sarà in grado di illuminare un pochino l'esistenza dello sconosciuto? e soprattutto 2.il libro sarà trattato bene come merita?

Ho passato il pomeriggio a passeggiare chiedendomi che aspetto dovrebbe avere uno che nella vita ha proprio bisogno di leggere Il giardino dei Finzi-Contini: ha i capelli ricci? la barba? un maglione blu? porta gli occhiali?

E' difficilissimo non avere parametri di scelta validi. Posso aver scartato l'uomo giusto solo perchè indossava un paio di scarpe argentate.

Dopo un'ora e mezza che girovagavo, mi sono resa conto che ormai la parte paranoica schizzata strafissata aveva preso il sopravvento e che in effetti la questione era più semplice.

Mi sono avvicinata alla macchina di un ragazzo con la felpa a righe, ho rischiato l'infarto dato che non mi ero accorta che questo qui aveva due cani attaccabrighe ringhianti sul sedile posteriore e ho fatto quello che dovevo fare.

"Ciao, questo libro è per te. Buona lettura."

Spero solo non si schieri dalla parte di Micol, ecco tutto.

martedì 16 marzo 2010

MA POI?

Mi chiedi perchè proprio tu

Trentatrè anni fa mi rispondevo
elencando i caratteri requisiti
misurando al goniometro
l'angolo del tuo sopracciglio
rapportando la misura al parametro
e il parametro al canone

Venticinque anni fa mi rispondevo
che non sapere perché il gorgonzola
fra tutti i formaggi ti è caro
non toglie alla tua predilezione una ratio

Diciott'anni fa mi rispondevo
imputando il bidello
che vendeva le focaccine
di averne magata una
con un filtro d'amore

Dieci anni fa mi rispondevo
con le congiunzioni celesti

Oggi mi rispondo
che non lo so
e che se la risposta non viene
dal sopracciglio
dal gorgonzola
dalla focaccina
dagli astri
dobbiamo tenerci stretti al mistero
e non fiatare

Michele Mari
"Cento poesie d'amore a Ladyhawke"

martedì 23 febbraio 2010

?

Ok.
Posso anche accettare il fatto di aver sognato che la mia prof di latino e greco ci interrogava tutti a Bologna e poi ce ne andavamo a casa in un treno-pullman, contemplando dai finestrini lo splendido mare bolognese.

Ma che presentassi il festival di Sanremo (assieme a mia nonna, poi!), PROPRIO NO.

domenica 14 febbraio 2010

ABRE LOS OJOS

Ieri doveva essere la serata Francis Ford Coppola.
Al più quella da filmetto italiano sugli anni '70, ecco.
Poi non ho resistito e sono finita sul solito.
Apri gli occhi.
Ovvero, la pellicola spagnola del 1997 rimaneggiata da Cameron Crowe per diventare il Vanilla Sky del 2001.
La prima volta che ho visto Vanilla Sky me la ricordo bene. Anche la seconda. E anche la terza.
David (Tom Cruise), avvenente magnate dell'editoria prende il posto di César (Eduardo Noriega), giovane ristoratore di bell'aspetto; il sorriso inquietante di Julie (Cameron Diaz) si sostituisce a quello di Nuria (Najwa Nimri); e Sofia resta sempre Sofia, una Penélope Cruz con qualche anno di meno che, invece di guadagnarsi da vivere con la danza, si trova a fare l'attrice.

Senza la colonna sonora strafiga, senza i personaggi limati e ben costruiti, senza il sapiente montaggio holliwoodiano, quel che resta nella versione originale è un messaggio, così tanto vicino da fare paura:

"A volte sogni di essere con una persona, per esempio con tuo padre; e nel giro di un secondo si trasforma in tua madre e poi in quello del chiosco all'angolo.. eppure hai la sensazione di parlare con la stessa persona. E anche se credevi di stare a casa tua d'un tratto ti rendi conto che sei in una scuola o in un ospedale o in una prigione.
I sogni sono così; e a volte la mente umana si comporta come se si trovasse in un sogno."

Vanilla Sky è impacchettato benissimo e tocca esattamente le corde che deve toccare.
Apri gli occhi, nella sua ruvidità, ha la limpida pretesa di far riflettere su un'idea, anche semplice, se vogliamo.

Possiamo vivere la vita reale. Possiamo essere i registi di un sogno. Ma in entrambi i casi dobbiamo accettare le regole del gioco e fare i conti con ciò che non abbiamo la facoltà di controllare.

Personalmente, credo che la mia testa abbia difficoltà oggettive a suggerirmi cosa è meglio fare per manipolare la realtà a mio piacimento, quindi mi ritrovo a fare i conti con una dimensione mentale parallela, che ha molti pro e moltissimi contro.

Comunque. Bel film, eh.