giovedì 18 agosto 2016
JACK FRUSCIANTE È USCITO DAL GRUPPO
quando avevo una decina di anni in meno e tutti intorno a me parlavano di questo libro e di quanto "mio dio devi assolutamente leggerlo", ero perlopiù occupata a non fare cose che gli altri fanno.
mi è sempre piaciuto non fare cose che gli altri fanno - specie se giudicate imperdibili momenti generazionali - tipo non vedere lost quando "mio dio devi assolutamente vederlo", non ascoltare i pearl jam quando "mio dio devi assolutamente ascoltarli", eccetera eccetera.
mi è sempre piaciuto perdere queste onde collettive di entusiasmo, tuffarmici prima di tutti oppure molto molto dopo.
potete facilmente capire quanto questa malattia abbia inciso sui miei sedici anni, annullando il desiderio di leggere brizzi per dire che "sì, ma bastogne è meglio".
comunque.
con qualche lustro di ritardo, è arrivato anche il mio momento.
e quello che più mi ha stupito di questo libro, che gira in cerchio e si chiude solo quando lo ricominci, è la chiave di lettura stranamente universale che fornisce per i suoi lettori tipici.
cosa si aspettano, come si vedono allo specchio, cosa vorrebbero avere.
come interpreteranno i segni.
quali scelte faranno.
quanto proveranno a sentirsi compresi e speciali.
come si lasceranno sfuggire le occasioni vere di essere alex&aidi, in favore di quelle pianificate nel cervello o suggerite da un caso più favorevole.
fortuna che poi generalmente si cresce.
bella prova, enrico.
mi è sempre piaciuto non fare cose che gli altri fanno - specie se giudicate imperdibili momenti generazionali - tipo non vedere lost quando "mio dio devi assolutamente vederlo", non ascoltare i pearl jam quando "mio dio devi assolutamente ascoltarli", eccetera eccetera.
mi è sempre piaciuto perdere queste onde collettive di entusiasmo, tuffarmici prima di tutti oppure molto molto dopo.
potete facilmente capire quanto questa malattia abbia inciso sui miei sedici anni, annullando il desiderio di leggere brizzi per dire che "sì, ma bastogne è meglio".
comunque.
con qualche lustro di ritardo, è arrivato anche il mio momento.
e quello che più mi ha stupito di questo libro, che gira in cerchio e si chiude solo quando lo ricominci, è la chiave di lettura stranamente universale che fornisce per i suoi lettori tipici.
cosa si aspettano, come si vedono allo specchio, cosa vorrebbero avere.
come interpreteranno i segni.
quali scelte faranno.
quanto proveranno a sentirsi compresi e speciali.
come si lasceranno sfuggire le occasioni vere di essere alex&aidi, in favore di quelle pianificate nel cervello o suggerite da un caso più favorevole.
fortuna che poi generalmente si cresce.
bella prova, enrico.
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