sabato 19 dicembre 2015
MIELE
«Nel taxi parlammo del più e del meno. Della neve, del freddo, dei suoi orari di lavoro, di Tokio. Mentre parlavamo, io mi chiedevo come comportarmi con lei di lì a poco. Capivo che se avessi spinto anche solo un poco, avrei potuto fare l'amore con lei. Questo mi era chiaro. Quello che non sapevo era se lei lo desiderasse. Che l'avrebbe accettato lo capivo dallo sguardo, dal respiro, dal modo di parlare e dai gesti. Quanto a me, naturalmente ne avevo voglia. Ero sicuro che se avessimo fatto l'amore non sarebbero sorte questioni spiacevoli, dopo. Sarei stato una di quelle persone che vengono, si fermano un po' e poi vanno via, come aveva detto lei. Però non riuscivo a decidermi. Non riuscivo a scacciare dalla testa il pensiero che fare l'amore con lei in questo modo non sarebbe stato onesto nei suoi confronti. Aveva dieci anni meno di me, era psicologicamente un po' insicura e per di più era abbastanza brilla da non riuscire a camminare diritta. Era come giocare a poker con le carte truccate.
Non mi sembrava onesto.
Ma l'onestà ha qualcosa a che fare col sesso?»
Dance dance dance - Murakami Haruki
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