domenica 14 febbraio 2010
ABRE LOS OJOS
Ieri doveva essere la serata Francis Ford Coppola.
Al più quella da filmetto italiano sugli anni '70, ecco.
Poi non ho resistito e sono finita sul solito.
Apri gli occhi.
Ovvero, la pellicola spagnola del 1997 rimaneggiata da Cameron Crowe per diventare il Vanilla Sky del 2001.
La prima volta che ho visto Vanilla Sky me la ricordo bene. Anche la seconda. E anche la terza.
David (Tom Cruise), avvenente magnate dell'editoria prende il posto di César (Eduardo Noriega), giovane ristoratore di bell'aspetto; il sorriso inquietante di Julie (Cameron Diaz) si sostituisce a quello di Nuria (Najwa Nimri); e Sofia resta sempre Sofia, una Penélope Cruz con qualche anno di meno che, invece di guadagnarsi da vivere con la danza, si trova a fare l'attrice.
Senza la colonna sonora strafiga, senza i personaggi limati e ben costruiti, senza il sapiente montaggio holliwoodiano, quel che resta nella versione originale è un messaggio, così tanto vicino da fare paura:
"A volte sogni di essere con una persona, per esempio con tuo padre; e nel giro di un secondo si trasforma in tua madre e poi in quello del chiosco all'angolo.. eppure hai la sensazione di parlare con la stessa persona. E anche se credevi di stare a casa tua d'un tratto ti rendi conto che sei in una scuola o in un ospedale o in una prigione.
I sogni sono così; e a volte la mente umana si comporta come se si trovasse in un sogno."
Vanilla Sky è impacchettato benissimo e tocca esattamente le corde che deve toccare.
Apri gli occhi, nella sua ruvidità, ha la limpida pretesa di far riflettere su un'idea, anche semplice, se vogliamo.
Possiamo vivere la vita reale. Possiamo essere i registi di un sogno. Ma in entrambi i casi dobbiamo accettare le regole del gioco e fare i conti con ciò che non abbiamo la facoltà di controllare.
Personalmente, credo che la mia testa abbia difficoltà oggettive a suggerirmi cosa è meglio fare per manipolare la realtà a mio piacimento, quindi mi ritrovo a fare i conti con una dimensione mentale parallela, che ha molti pro e moltissimi contro.
Comunque. Bel film, eh.
Al più quella da filmetto italiano sugli anni '70, ecco.
Poi non ho resistito e sono finita sul solito.
Apri gli occhi.
Ovvero, la pellicola spagnola del 1997 rimaneggiata da Cameron Crowe per diventare il Vanilla Sky del 2001.
La prima volta che ho visto Vanilla Sky me la ricordo bene. Anche la seconda. E anche la terza.
David (Tom Cruise), avvenente magnate dell'editoria prende il posto di César (Eduardo Noriega), giovane ristoratore di bell'aspetto; il sorriso inquietante di Julie (Cameron Diaz) si sostituisce a quello di Nuria (Najwa Nimri); e Sofia resta sempre Sofia, una Penélope Cruz con qualche anno di meno che, invece di guadagnarsi da vivere con la danza, si trova a fare l'attrice.
Senza la colonna sonora strafiga, senza i personaggi limati e ben costruiti, senza il sapiente montaggio holliwoodiano, quel che resta nella versione originale è un messaggio, così tanto vicino da fare paura:
"A volte sogni di essere con una persona, per esempio con tuo padre; e nel giro di un secondo si trasforma in tua madre e poi in quello del chiosco all'angolo.. eppure hai la sensazione di parlare con la stessa persona. E anche se credevi di stare a casa tua d'un tratto ti rendi conto che sei in una scuola o in un ospedale o in una prigione.
I sogni sono così; e a volte la mente umana si comporta come se si trovasse in un sogno."
Vanilla Sky è impacchettato benissimo e tocca esattamente le corde che deve toccare.
Apri gli occhi, nella sua ruvidità, ha la limpida pretesa di far riflettere su un'idea, anche semplice, se vogliamo.
Possiamo vivere la vita reale. Possiamo essere i registi di un sogno. Ma in entrambi i casi dobbiamo accettare le regole del gioco e fare i conti con ciò che non abbiamo la facoltà di controllare.
Personalmente, credo che la mia testa abbia difficoltà oggettive a suggerirmi cosa è meglio fare per manipolare la realtà a mio piacimento, quindi mi ritrovo a fare i conti con una dimensione mentale parallela, che ha molti pro e moltissimi contro.
Comunque. Bel film, eh.
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