sabato 8 maggio 2010
1.13
cazzo, ci ho messo un'estate a cancellare dalla testa domande tipo "quando fai la spesa cosa comperi?" "di che colore hai colorato i mobili?"
poi te ne esci dal nulla e mi chiedi di sentire il profumo delle tue lenzuola.
e mi pare ovvio.
poi te ne esci dal nulla e mi chiedi di sentire il profumo delle tue lenzuola.
e mi pare ovvio.
venerdì 26 marzo 2010
PREOCCUPAZIONI
Come si fa a fidarsi di uno sconosciuto affidandogli un libro che ami tanto?
Oggi partecipavo a questa cosa e ho avuto delle difficoltà enormi.
Fondamentalmente avevo due preoccupazioni: 1.il libro sarà in grado di illuminare un pochino l'esistenza dello sconosciuto? e soprattutto 2.il libro sarà trattato bene come merita?
Ho passato il pomeriggio a passeggiare chiedendomi che aspetto dovrebbe avere uno che nella vita ha proprio bisogno di leggere Il giardino dei Finzi-Contini: ha i capelli ricci? la barba? un maglione blu? porta gli occhiali?
E' difficilissimo non avere parametri di scelta validi. Posso aver scartato l'uomo giusto solo perchè indossava un paio di scarpe argentate.
Dopo un'ora e mezza che girovagavo, mi sono resa conto che ormai la parte paranoica schizzata strafissata aveva preso il sopravvento e che in effetti la questione era più semplice.
Mi sono avvicinata alla macchina di un ragazzo con la felpa a righe, ho rischiato l'infarto dato che non mi ero accorta che questo qui aveva due cani attaccabrighe ringhianti sul sedile posteriore e ho fatto quello che dovevo fare.
"Ciao, questo libro è per te. Buona lettura."
Spero solo non si schieri dalla parte di Micol, ecco tutto.
Spero solo non si schieri dalla parte di Micol, ecco tutto.
martedì 16 marzo 2010
MA POI?
Mi chiedi perchè proprio tu
Trentatrè anni fa mi rispondevo
elencando i caratteri requisiti
misurando al goniometro
l'angolo del tuo sopracciglio
rapportando la misura al parametro
e il parametro al canone
Venticinque anni fa mi rispondevo
che non sapere perché il gorgonzola
fra tutti i formaggi ti è caro
non toglie alla tua predilezione una ratio
Diciott'anni fa mi rispondevo
imputando il bidello
che vendeva le focaccine
di averne magata una
con un filtro d'amore
Dieci anni fa mi rispondevo
con le congiunzioni celesti
Oggi mi rispondo
che non lo so
e che se la risposta non viene
dal sopracciglio
dal gorgonzola
dalla focaccina
dagli astri
dobbiamo tenerci stretti al mistero
e non fiatare
Trentatrè anni fa mi rispondevo
elencando i caratteri requisiti
misurando al goniometro
l'angolo del tuo sopracciglio
rapportando la misura al parametro
e il parametro al canone
Venticinque anni fa mi rispondevo
che non sapere perché il gorgonzola
fra tutti i formaggi ti è caro
non toglie alla tua predilezione una ratio
Diciott'anni fa mi rispondevo
imputando il bidello
che vendeva le focaccine
di averne magata una
con un filtro d'amore
Dieci anni fa mi rispondevo
con le congiunzioni celesti
Oggi mi rispondo
che non lo so
e che se la risposta non viene
dal sopracciglio
dal gorgonzola
dalla focaccina
dagli astri
dobbiamo tenerci stretti al mistero
e non fiatare
Michele Mari
"Cento poesie d'amore a Ladyhawke"
martedì 23 febbraio 2010
?
Ok.
Posso anche accettare il fatto di aver sognato che la mia prof di latino e greco ci interrogava tutti a Bologna e poi ce ne andavamo a casa in un treno-pullman, contemplando dai finestrini lo splendido mare bolognese.
Ma che presentassi il festival di Sanremo (assieme a mia nonna, poi!), PROPRIO NO.
Posso anche accettare il fatto di aver sognato che la mia prof di latino e greco ci interrogava tutti a Bologna e poi ce ne andavamo a casa in un treno-pullman, contemplando dai finestrini lo splendido mare bolognese.
Ma che presentassi il festival di Sanremo (assieme a mia nonna, poi!), PROPRIO NO.
domenica 14 febbraio 2010
ABRE LOS OJOS
Ieri doveva essere la serata Francis Ford Coppola.
Al più quella da filmetto italiano sugli anni '70, ecco.
Poi non ho resistito e sono finita sul solito.
Apri gli occhi.
Ovvero, la pellicola spagnola del 1997 rimaneggiata da Cameron Crowe per diventare il Vanilla Sky del 2001.
La prima volta che ho visto Vanilla Sky me la ricordo bene. Anche la seconda. E anche la terza.
David (Tom Cruise), avvenente magnate dell'editoria prende il posto di César (Eduardo Noriega), giovane ristoratore di bell'aspetto; il sorriso inquietante di Julie (Cameron Diaz) si sostituisce a quello di Nuria (Najwa Nimri); e Sofia resta sempre Sofia, una Penélope Cruz con qualche anno di meno che, invece di guadagnarsi da vivere con la danza, si trova a fare l'attrice.
Senza la colonna sonora strafiga, senza i personaggi limati e ben costruiti, senza il sapiente montaggio holliwoodiano, quel che resta nella versione originale è un messaggio, così tanto vicino da fare paura:
"A volte sogni di essere con una persona, per esempio con tuo padre; e nel giro di un secondo si trasforma in tua madre e poi in quello del chiosco all'angolo.. eppure hai la sensazione di parlare con la stessa persona. E anche se credevi di stare a casa tua d'un tratto ti rendi conto che sei in una scuola o in un ospedale o in una prigione.
I sogni sono così; e a volte la mente umana si comporta come se si trovasse in un sogno."
Vanilla Sky è impacchettato benissimo e tocca esattamente le corde che deve toccare.
Apri gli occhi, nella sua ruvidità, ha la limpida pretesa di far riflettere su un'idea, anche semplice, se vogliamo.
Possiamo vivere la vita reale. Possiamo essere i registi di un sogno. Ma in entrambi i casi dobbiamo accettare le regole del gioco e fare i conti con ciò che non abbiamo la facoltà di controllare.
Personalmente, credo che la mia testa abbia difficoltà oggettive a suggerirmi cosa è meglio fare per manipolare la realtà a mio piacimento, quindi mi ritrovo a fare i conti con una dimensione mentale parallela, che ha molti pro e moltissimi contro.
Comunque. Bel film, eh.
Al più quella da filmetto italiano sugli anni '70, ecco.
Poi non ho resistito e sono finita sul solito.
Apri gli occhi.
Ovvero, la pellicola spagnola del 1997 rimaneggiata da Cameron Crowe per diventare il Vanilla Sky del 2001.
La prima volta che ho visto Vanilla Sky me la ricordo bene. Anche la seconda. E anche la terza.
David (Tom Cruise), avvenente magnate dell'editoria prende il posto di César (Eduardo Noriega), giovane ristoratore di bell'aspetto; il sorriso inquietante di Julie (Cameron Diaz) si sostituisce a quello di Nuria (Najwa Nimri); e Sofia resta sempre Sofia, una Penélope Cruz con qualche anno di meno che, invece di guadagnarsi da vivere con la danza, si trova a fare l'attrice.
Senza la colonna sonora strafiga, senza i personaggi limati e ben costruiti, senza il sapiente montaggio holliwoodiano, quel che resta nella versione originale è un messaggio, così tanto vicino da fare paura:
"A volte sogni di essere con una persona, per esempio con tuo padre; e nel giro di un secondo si trasforma in tua madre e poi in quello del chiosco all'angolo.. eppure hai la sensazione di parlare con la stessa persona. E anche se credevi di stare a casa tua d'un tratto ti rendi conto che sei in una scuola o in un ospedale o in una prigione.
I sogni sono così; e a volte la mente umana si comporta come se si trovasse in un sogno."
Vanilla Sky è impacchettato benissimo e tocca esattamente le corde che deve toccare.
Apri gli occhi, nella sua ruvidità, ha la limpida pretesa di far riflettere su un'idea, anche semplice, se vogliamo.
Possiamo vivere la vita reale. Possiamo essere i registi di un sogno. Ma in entrambi i casi dobbiamo accettare le regole del gioco e fare i conti con ciò che non abbiamo la facoltà di controllare.
Personalmente, credo che la mia testa abbia difficoltà oggettive a suggerirmi cosa è meglio fare per manipolare la realtà a mio piacimento, quindi mi ritrovo a fare i conti con una dimensione mentale parallela, che ha molti pro e moltissimi contro.
Comunque. Bel film, eh.
martedì 17 novembre 2009
IT'S FIVE O'CLOCK
Oggi ho sinceramente fatto una cazzata.
Potevo scegliere un cielo che non si sognerebbe nemmeno Turner, con dei colori così belli che non esistono da nessuna parte. Potevo scegliere una colonna sonora con i controcazzi e il venticello tra i capelli e l'aria fresca ma non troppo del pomeriggio. Potevo scegliere quel senso di leggerezza euforica che hai quando smetti di pensare alle cose future e ti concentri sull'immediato presente e ti ritornano in mente le cose come quando assaggi una madeleine imbevuta di tè.
Invece no.
(Nota: le cose giuste sono solo giuste, non sono affatto belle.)
Potevo scegliere un cielo che non si sognerebbe nemmeno Turner, con dei colori così belli che non esistono da nessuna parte. Potevo scegliere una colonna sonora con i controcazzi e il venticello tra i capelli e l'aria fresca ma non troppo del pomeriggio. Potevo scegliere quel senso di leggerezza euforica che hai quando smetti di pensare alle cose future e ti concentri sull'immediato presente e ti ritornano in mente le cose come quando assaggi una madeleine imbevuta di tè.
Invece no.
(Nota: le cose giuste sono solo giuste, non sono affatto belle.)
giovedì 15 ottobre 2009
martedì 8 settembre 2009
ASTRONAVI
Questa mattina ho messo per la prima volta piede nell'aula M0 in veste ufficiale di studentessa preuniversitaria.
Sono molto scettica su questa cosa e non so come proseguirà nè come andrà a finire.
Tutti quelli che ci sono passati dicono di non preoccuparsi, tutti quelli che ancora devono passarci dicono che vorrebbero essere nei miei panni.
Beh, io invece mi preoccupo e vestirei volentieri panni più comodi.
Sarà che sono ancora nel limbo dei maturati non immatricolati, sarà che mi scoccia proprio che la prima lezione del lunedì è analisi, sarà che penso troppo e come al solito creo troppi problemi.
Sarà pure che in effetti ho la sensazione che queste cose che sto vivendo non stiano accadendo veramente in maniera irreversibile. Come se, insomma, potessi riavvolgere il nastro, premere pausa, registrarci sopra. Come se potessi decidere di ritornare, rivivere, modificare, eliminare.
E a ben pensarci, il senso di possibilità da quinto postulato era scomparso da un pezzo, nella mia vita. Ora ritorna e dovrò pur farci i conti.
Non troppi, però.
Buonanotte.
Sono molto scettica su questa cosa e non so come proseguirà nè come andrà a finire.
Tutti quelli che ci sono passati dicono di non preoccuparsi, tutti quelli che ancora devono passarci dicono che vorrebbero essere nei miei panni.
Beh, io invece mi preoccupo e vestirei volentieri panni più comodi.
Sarà che sono ancora nel limbo dei maturati non immatricolati, sarà che mi scoccia proprio che la prima lezione del lunedì è analisi, sarà che penso troppo e come al solito creo troppi problemi.
Sarà pure che in effetti ho la sensazione che queste cose che sto vivendo non stiano accadendo veramente in maniera irreversibile. Come se, insomma, potessi riavvolgere il nastro, premere pausa, registrarci sopra. Come se potessi decidere di ritornare, rivivere, modificare, eliminare.
E a ben pensarci, il senso di possibilità da quinto postulato era scomparso da un pezzo, nella mia vita. Ora ritorna e dovrò pur farci i conti.
Non troppi, però.
Buonanotte.
martedì 21 luglio 2009
AUT AUT ET ET
C'era una volta un ornitorinco.
Questa storia continua, ma non si sa bene come.
L'ornitorinco può scegliere di fare A, non A oppure non scegliere.
Cosa farà l'ornitorinco?
Questa storia continua, ma non si sa bene come.
L'ornitorinco può scegliere di fare A, non A oppure non scegliere.
Cosa farà l'ornitorinco?
domenica 5 aprile 2009
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